Amaretti di Carmignano: cosa sono davvero

Etichetta storica Amaretti Bellini, oggetto nobile di Carmignano, dal 1897

Gli Amaretti di Carmignano sono uno dei dolci tradizionali più riconosciuti del territorio pratese. Vale la pena raccontare la loro storia con fonti verificabili, non solo con il racconto che ne facciamo noi.

Un’origine documentata anche da fonti esterne

Secondo Visit Tuscany, il portale ufficiale della destinazione turistica Toscana, la ricetta degli Amaretti di Carmignano risale alla fine dell’Ottocento e viene attribuita proprio a Giovanni Bellini di Carmignano, detto “I’ Fochi”, lo stesso nome che il nostro forno porta ancora oggi. È una conferma che arriva da una fonte indipendente, non da noi.

Come sono fatti

Sono dolcetti poco più grandi di una noce, dal colore ambrato e dalla forma rotondeggiante e irregolare. Morbidi, con un profumo intenso di mandorla, che resta l’ingrediente principale della ricetta.

Come si gustano

La tradizione li vuole accompagnati da un bicchiere di Vin Santo, prodotto nelle stesse colline di Carmignano. Un abbinamento che lega il dolce al territorio in cui è nato.

Etichetta storica Amaretti Bellini, oggetto nobile di Carmignano, dal 1897
L’etichetta storica “Amaretti Bellini – Oggetto nobile di Carmignano”

Una precisazione

Non ci risulta, al momento, una designazione ufficiale regionale per gli Amaretti di Carmignano: le fonti disponibili li descrivono come un simbolo gastronomico del territorio, non come un prodotto con un disciplinare registrato. Per questo preferiamo raccontarli così come sono documentati, senza aggiungere etichette che non siamo in grado di verificare.

Puoi assaggiare i nostri amaretti direttamente in laboratorio: trovi tutti i dettagli nella pagina Contatti, oppure scopri l’intera gamma nella pagina I nostri prodotti.

Fonti